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Padre Aldo si prende cura anche di tre orfanotrofi
- Aldeia da Paz, nella città di Quelimane (1)
- Arco Iris che comprende due località (2)
- la prima a Guruè per i maschietti
- la seconda a circa 10 Km, a Licunha, per le femmine
- Lioma, il più recente il più a nord (3)
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Aldeia da Paz (Villaggio della Pace)

Responsabile
Suor Irma Delfina, Vice
Suor Irma Ilda
Circa trent'anni fa suor Berta e alcune sue consorelle, suore francescane hospitaleiras, cominciarono a raccogliere
bambini abbandonati, orfani o con famiglie in condizioni disperate.
All'inizio li ospitarono in grandi capanne, tipo capannoni; poi, avendo ricevuto dei fondi da alcune organizzazioni
internazionali, costruirono un lar (focolare), un centro cioè di accoglienza, situato allora nell'estrema periferia
di Quelimane e ora, con l'espandersi della città, perfettamente integrato nel tessuto cittadino.
Lo chiamarono Aldeia da Paz "Villaggio della Pace".
L'Aldeia è costituita da tante casette, divise da piccoli vialetti, ben curati, e con siepi di fiori; da una
costruzione centrale più grande che serve da refettorio, sala riunioni e zona studio ; e da una palestra
polifunzionale dove si gioca nella stagione delle piogge, si fanno canti e balli, ma si celebrano anche le Messe in
occasioni particolari.
Inizialmente le suore accoglievano bambine e bambini, poi, essendo sorti altri centri per maschi, si dedicarono
all'accoglienza delle femmine, salvo casi eccezionali.
Da alcuni anni suor Berta è stata trasferita a dirigere un'altra opera assistenziale per ragazze ad Invinha, una
missione che dista da Quelimane oltre 350 km.
Le suore subentrate a suor Berta sono tutte africane; ma tutte estremamente impegnate e dedite alla loro vocazione di
cura dei minori.
Negli ultimi tempi si sono succedute varie superiore; l'attuale, nominata nel 2016, è Irma Laurinda, energica e
dolce nello stesso tempo.
E di energia ne occorre davvero tenta, per far funzionare un complesso in cui tutti i posti letto (attualmente
sono costantemente occupati; quando alcune delle più grandi escono, subito ne arrivano altre.
La loro età varia dai due-tre anni ai venti-ventidue; tutte frequentano la scuola, dall'asilo all'università,
passando dalle scuole elementari alle superiori e ai corsi di specializzazione.
Uno dei corsi più seguiti
è quello per conseguire il diploma di doganiera.
Varie universitarie hanno già conseguito la laurea.
Le suore (in numero variabile da cinque a sette) sono anche un punto di riferimento per tante famiglie disagiate che
ruotano attorno all'Aldeia e , che aumentano di anno in anno, data l'attuale crisi: ed esse danno ascoltova tutti.
Seguire i problemi scolastici di tutte, provvedere al loro mantenimento, ai libri, al materiale nonchè alle tasse
scolastiche, occuparsi delle crisi esistenziali delle adolescenti e insieme della manutenzione delle strutture è un
impegno enorme; e anche trovare i soldi per sostenere il peso economico di un tale complesso.
Vedere le loro dispense, i loro frigoriferi e i loro freezer, le stanze dove sono accatastati i vari rifornimenti di
patate, fagioli, cipolle ecc. è veramente impressionante. È facile comprendere quindi perciò suor
Laurinda quando parla delle difficoltà di far andare avanti la casa.
ORFANOTROFIO di GURUÈ
Responsabile
Suor Mae Azucena Zita, Vice
Suor Irma Eugenia
Guruè è una piccola città di circa 17.000 abitanti, capoluogo del distretto omonimo, all'interno
della provincia della Zambesia, ed è una delle zone che più furono toccate dalla guerra Frelimo-Renamo.
La città era circondata da una serie di fabbriche che furono quasi tutte distrutte durante quegli anni di lotte
intestine e di queste ne sono state ricostruite solo quattro: ciò ha in gran parte determinato l'attuale
situazione di povertà della zona.
Al momento della firma della pace, si trovavano nella zona molti bambini abbandonati e senza famiglia. Il governo locale
decise di risolvere il problema inserendoli nelle famiglie che si dichiaravano disponibili ad adottarli, ma in
realtà molti si dispersero nelle campagne, in gravi condizioni di disagio, senza avere accesso alla scuola e alle
cure mediche.
Açucena e Adelina, che avevano collaborato per diversi anni con le suore Francescane della città di
Quelimane, all'Aldeia da Paz,venute a conoscenza della situazione creatasi al Guruè, nel 1999 misero mano a una
nuova opera e sotto il patrocinio della Diocesi diedero vita al
progetto Arco Iris (Arcolableno).
Il progetto Arco Iris comprende due locazioni, la principale a Guruè do sono le bimbe e la seconda situata a
Ligonha distante circa 10 Km da Guruè, dove sono ospitati i maschietti.
Il loro obiettivo, simile a quello dell'Aldeia da Paz, era quello di accogliere soprattutto le bambine orfane o
abbandonate e di provvedere alla loro crescita armonica, dando loro un'istruzione adeguata.
Inizialmente le bambine erano 13 interne dai sei anni in su e 15 forse esterne, che vivevano cioè con la
famiglia, in condizioni di estrema povertà, ed erano seguite dalle suore per tutte le loro necessità di
vitto, medicine, vestiario, materiale scolastico.
Da alcuni anni tuttavia Açucena e Adelina si sono trovate ad affrontare anche il problema dei neonati, orfani a
pochi giorni di vita per la morte della madre, spesso a causa dell'AIDS, e dei ragazzi di strada, che si fa sempre
più grave.
Pertanto le suore hanno aperto gradatamente la struttura anche a bambini più piccoli e ai maschi, facendo
lievitare il numero di piccoli ospiti.
Le popolazioni vicine hanno sempre sostenuto e aiutato le suore in tanti modi, offrendo loro i prodotti della terra e
aiutandole nella costruzione delle prime capanne.
Da alcuni anni poi, grazie all'aiuto di alcune organizzazioni internazionali, si è dato il via alla costruzione
di un edificio in pietra, che ha già i muri perimetrali e il tetto, e di mese in mese fa qualche progresso; negli
ultimi anni sono stati terminati i bagni, e si è effettuato il collegamento con la rete idrica; alcune stanzette
sono state completate con gli infissi e i lettini; ma ancora molti sono le opere da completare perchè l'edificio
sia perfettamente agibile.
In Febbraio 2026 nelle due locazioni, presenti 44 orfanelli(33 femmine e 11 maschi)
ORFANOTROFIO DEL LIOMA
Responsabile
Suor Irma Constancia, Vice
Suor Irma Angelina
Da vari anni il vecchio orfanotrofio del Ruace è isolato nel mato, senza acqua corrente nè
luce elettrica è stato abbandonato
Tutti gli ospiti, con le suore, si sono trasferiti nella nuova
costruzione al Lioma, una località vicina in linea d'aria, ma meglio servita , collegata sia alla rete
elettrica che alla rete idrica.
Anche la strada che in 40 km collega il paese al Gurue &erave; in gran parte asfaltata, perciò le condizioni
ambientali sono assai migliorate.
La casa, con un ampio cortile interno, è dotata di tutti i servizi e di ampie camerate. È stata inaugurata,
dopo tanti anni di lavori iniziati, interrotti, ripresi, e non una volta sola nel settembre 2014.
Nel settembre 2015 è stata portata a termine una nuova costruzione adibita ad asilo, frequentato sia dagli ospiti
più piccoli dell'orfanotrofio, sia dai bambini del vicino villaggio che dopo la scuols, ritornano alla loro
famiglia.
I padrini e le madrine che da più anni seguono le vicende di questo orfanotrofio ben ricordano il lento e
faticoso procedere dei lavori. (nuovo orfanotrofio di Lioma terminato nel 2018)
Tutto intorno vi è un orto rigoglioso, e tanti piccoli box per l'allevamento di galline, tacchini, conigli, maiali, mentre molte caprette pascolano libere: il vitto per gli ospiti dell'orfanotrofio &erave;
così in gran parte assicurato.
Il numero attuale degli orfani è in un equilibrio dinamico: ogni anno alcuni dei più grandi si spostano
in altri istituti per studi più impegnativi, se sono bravi, o tornano alla allargata famiglia di origine o si
rendono indipendenti, mentre altri più piccoli se ne aggiungono, in un flusso ininterrotto.
Qui ogni anno arrivano anche diversi neonati, le cui mamme sono morte di parto (la mortalità per parto è
ancora molto alta in Mozambico) ; i parenti li portano all'orfanotrofio quando hanno pochi giorni di vita.
Le suore e le ragazze più grandi se ne prendono cura con attenzione e amore.
Le suore che seguono i bambini, in numero variabile da tre a quattro, appartengono alle suore francescane di Nostra
Signora delle Vittorie, una famiglia religiosa fondata da Mary Jane Wilson nel 1884 a Madeira e presente in Mozambico
dal 1938, impegnata in situazioni di povertà e sottosviluppo.
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