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lingua italiano
Padre Aldo Marchesini chirurgo e missionario
in Mozambico
Raccontiamo la storia di Padre Aldo Marchesini, che da circa 56 anni sta dedicando la sua vita a favore dei malati, degli orfani e degli africani poveri, in particolare del Mozambico dove opera da circa 52 anni.


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orfanotrofi

Padre Aldo si prende cura anche di tre orfanotrofi
  1. Aldeia da Paz, nella città di Quelimane (1)
  2. Arco Iris che comprende due località (2)
    • la prima a Guruè per i maschietti
    • la seconda a circa 10 Km, a Licunha, per le femmine
  3. Lioma, il più recente il più a nord (3)

Aldeia da Paz (Villaggio della Pace)
Responsabile Suor Irma Delfina, Vice Suor Irma Ilda
Circa trent'anni fa suor Berta e alcune sue consorelle, suore francescane hospitaleiras, cominciarono a raccogliere bambini abbandonati, orfani o con famiglie in condizioni disperate.

All'inizio li ospitarono in grandi capanne, tipo capannoni; poi, avendo ricevuto dei fondi da alcune organizzazioni internazionali, costruirono un lar (focolare), un centro cioè di accoglienza, situato allora nell'estrema periferia di Quelimane e ora, con l'espandersi della città, perfettamente integrato nel tessuto cittadino.
Lo chiamarono Aldeia da Paz "Villaggio della Pace".

L'Aldeia è costituita da tante casette, divise da piccoli vialetti, ben curati, e con siepi di fiori; da una costruzione centrale più grande che serve da refettorio, sala riunioni e zona studio ; e da una palestra polifunzionale dove si gioca nella stagione delle piogge, si fanno canti e balli, ma si celebrano anche le Messe in occasioni particolari.
Inizialmente le suore accoglievano bambine e bambini, poi, essendo sorti altri centri per maschi, si dedicarono all'accoglienza delle femmine, salvo casi eccezionali.

Da alcuni anni suor Berta è stata trasferita a dirigere un'altra opera assistenziale per ragazze ad Invinha, una missione che dista da Quelimane oltre 350 km.
Le suore subentrate a suor Berta sono tutte africane; ma tutte estremamente impegnate e dedite alla loro vocazione di cura dei minori.

Negli ultimi tempi si sono succedute varie superiore; l'attuale, nominata nel 2016, è Irma Laurinda, energica e dolce nello stesso tempo.
E di energia ne occorre davvero tenta, per far funzionare un complesso in cui tutti i posti letto (attualmente sono costantemente occupati; quando alcune delle più grandi escono, subito ne arrivano altre.
La loro età varia dai due-tre anni ai venti-ventidue; tutte frequentano la scuola, dall'asilo all'università, passando dalle scuole elementari alle superiori e ai corsi di specializzazione.
Uno dei corsi più seguiti è quello per conseguire il diploma di doganiera.
Varie universitarie hanno già conseguito la laurea.

Le suore (in numero variabile da cinque a sette) sono anche un punto di riferimento per tante famiglie disagiate che ruotano attorno all'Aldeia e , che aumentano di anno in anno, data l'attuale crisi: ed esse danno ascoltova tutti.
Seguire i problemi scolastici di tutte, provvedere al loro mantenimento, ai libri, al materiale nonchè alle tasse scolastiche, occuparsi delle crisi esistenziali delle adolescenti e insieme della manutenzione delle strutture è un impegno enorme; e anche trovare i soldi per sostenere il peso economico di un tale complesso.
Vedere le loro dispense, i loro frigoriferi e i loro freezer, le stanze dove sono accatastati i vari rifornimenti di patate, fagioli, cipolle ecc. è veramente impressionante. È facile comprendere quindi perciò suor Laurinda quando parla delle difficoltà di far andare avanti la casa.


ORFANOTROFIO di GURUÈ
Responsabile Suor Mae Azucena Zita, Vice Suor Irma Eugenia
Guruè è una piccola città di circa 17.000 abitanti, capoluogo del distretto omonimo, all'interno della provincia della Zambesia, ed è una delle zone che più furono toccate dalla guerra Frelimo-Renamo.

La città era circondata da una serie di fabbriche che furono quasi tutte distrutte durante quegli anni di lotte intestine e di queste ne sono state ricostruite solo quattro: ciò ha in gran parte determinato l'attuale situazione di povertà della zona.

Al momento della firma della pace, si trovavano nella zona molti bambini abbandonati e senza famiglia. Il governo locale decise di risolvere il problema inserendoli nelle famiglie che si dichiaravano disponibili ad adottarli, ma in realtà molti si dispersero nelle campagne, in gravi condizioni di disagio, senza avere accesso alla scuola e alle cure mediche.
Açucena e Adelina, che avevano collaborato per diversi anni con le suore Francescane della città di Quelimane, all'Aldeia da Paz,venute a conoscenza della situazione creatasi al Guruè, nel 1999 misero mano a una nuova opera e sotto il patrocinio della Diocesi diedero vita al progetto Arco Iris (Arcolableno).
Il progetto Arco Iris comprende due locazioni, la principale a Guruè do sono le bimbe e la seconda situata a Ligonha distante circa 10 Km da Guruè, dove sono ospitati i maschietti.

Il loro obiettivo, simile a quello dell'Aldeia da Paz, era quello di accogliere soprattutto le bambine orfane o abbandonate e di provvedere alla loro crescita armonica, dando loro un'istruzione adeguata.
Inizialmente le bambine erano 13 interne dai sei anni in su e 15 forse esterne, che vivevano cioè con la famiglia, in condizioni di estrema povertà, ed erano seguite dalle suore per tutte le loro necessità di vitto, medicine, vestiario, materiale scolastico.

Da alcuni anni tuttavia Açucena e Adelina si sono trovate ad affrontare anche il problema dei neonati, orfani a pochi giorni di vita per la morte della madre, spesso a causa dell'AIDS, e dei ragazzi di strada, che si fa sempre più grave.
Pertanto le suore hanno aperto gradatamente la struttura anche a bambini più piccoli e ai maschi, facendo lievitare il numero di piccoli ospiti.
Le popolazioni vicine hanno sempre sostenuto e aiutato le suore in tanti modi, offrendo loro i prodotti della terra e aiutandole nella costruzione delle prime capanne.
Da alcuni anni poi, grazie all'aiuto di alcune organizzazioni internazionali, si è dato il via alla costruzione di un edificio in pietra, che ha già i muri perimetrali e il tetto, e di mese in mese fa qualche progresso; negli ultimi anni sono stati terminati i bagni, e si è effettuato il collegamento con la rete idrica; alcune stanzette sono state completate con gli infissi e i lettini; ma ancora molti sono le opere da completare perchè l'edificio sia perfettamente agibile.
In Febbraio 2026 nelle due locazioni, presenti 44 orfanelli(33 femmine e 11 maschi)

ORFANOTROFIO DEL LIOMA
Responsabile Suor Irma Constancia, Vice Suor Irma Angelina

Il nuovo orfanotrofio di Lioma terminato nel 2018

immagini della inaugurazione dell'orfanotrofio di Lioma (sopra)



ed in varie fasi della costruzione (qui a lato)

Da vari anni il vecchio orfanotrofio del Ruace è isolato nel mato, senza acqua corrente nè luce elettrica è stato abbandonato
Tutti gli ospiti, con le suore, si sono trasferiti nella nuova costruzione al Lioma, una località vicina in linea d'aria, ma meglio servita , collegata sia alla rete elettrica che alla rete idrica.
Anche la strada che in 40 km collega il paese al Gurue &erave; in gran parte asfaltata, perciò le condizioni ambientali sono assai migliorate.
La casa, con un ampio cortile interno, è dotata di tutti i servizi e di ampie camerate. È stata inaugurata, dopo tanti anni di lavori iniziati, interrotti, ripresi, e non una volta sola nel settembre 2014.
Nel settembre 2015 è stata portata a termine una nuova costruzione adibita ad asilo, frequentato sia dagli ospiti più piccoli dell'orfanotrofio, sia dai bambini del vicino villaggio che dopo la scuols, ritornano alla loro famiglia.
I padrini e le madrine che da più anni seguono le vicende di questo orfanotrofio ben ricordano il lento e faticoso procedere dei lavori. (nuovo orfanotrofio di Lioma terminato nel 2018)
Tutto intorno vi è un orto rigoglioso, e tanti piccoli box per l'allevamento di galline, tacchini, conigli, maiali, mentre molte caprette pascolano libere: il vitto per gli ospiti dell'orfanotrofio &erave; così in gran parte assicurato.
Il numero attuale degli orfani è in un equilibrio dinamico: ogni anno alcuni dei più grandi si spostano in altri istituti per studi più impegnativi, se sono bravi, o tornano alla allargata famiglia di origine o si rendono indipendenti, mentre altri più piccoli se ne aggiungono, in un flusso ininterrotto.
Qui ogni anno arrivano anche diversi neonati, le cui mamme sono morte di parto (la mortalità per parto è ancora molto alta in Mozambico) ; i parenti li portano all'orfanotrofio quando hanno pochi giorni di vita.
Le suore e le ragazze più grandi se ne prendono cura con attenzione e amore.
Le suore che seguono i bambini, in numero variabile da tre a quattro, appartengono alle suore francescane di Nostra Signora delle Vittorie, una famiglia religiosa fondata da Mary Jane Wilson nel 1884 a Madeira e presente in Mozambico dal 1938, impegnata in situazioni di povertà e sottosviluppo.


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www.tarozzi.net/padrealdo (ultima modifica 15-3-2026)